Movimento consapevole: di Cosa Parliamo?

Movimento consapevole: di Cosa Parliamo?

Negli ultimi anni si parla sempre di più di movimento consapevole, ma cosa significa davvero?
Spesso viene associato a discipline specifiche o a contesti ben definiti — palestre, studi yoga, pratiche “giuste” e “sbagliate” — quando in realtà il movimento consapevole nasce da un’idea molto più semplice e accessibile: ogni corpo può muoversi, e ogni modo di muoversi può diventare una pratica di benessere.

In questo articolo esploriamo cosa si intende davvero per movimento consapevole, perché il fitness tradizionale spesso non basta e come un approccio somatico e inclusivo può cambiare la relazione con il movimento.

Quando la parola “allenamento” allontana invece di avvicinare

Di recente mi sono trovata spesso a parlare con un’amica che, al solo suono della parola allenamento, rabbrividisce.
Il pensiero di entrare in una palestra la mette a disagio, quasi le toglie il respiro.

Ascoltandola, mi sono sorpresa a pensare:
hai ragione.

Il mondo del fitness e del wellness — parola che uso con cautela — è costruito su principi reali e imprescindibili: muoversi è fondamentale per mantenere un corpo in salute, adattabile, longevo, capace di affrontare le sfide della vita.
Eppure, il messaggio che passa è spesso un altro.

Nonostante i principi siano giusti, il messaggio è limitante

Nonostante si dica che “muoversi fa bene”, la narrazione dominante suggerisce che esista un solo modo valido per farlo:
andare in palestra, seguire un corso strutturato, aderire a una disciplina precisa.

Il sottotesto è chiaro:
se non ti alleni così, allora non ti stai davvero prendendo cura di te.

Ma non è vero.

Muovere il corpo può significare molte cose:
giocare a rincorrere  le onde sulla spiaggia,
camminare sulle colline dietro casa tua mentre parli con un amica/o,
ballare come se nessuno ti guardasse,
saltare su un trampolino finchè non ti manca il fiato,
perdere la cognizione del tempo in una notte di musica e movimento.

Tutte queste esperienze lavorano sul corpo, sul sistema nervoso, sulla vitalità.
Tutte sono forme valide di movimento.
Tutte possono nutrire la salute.

Fitness, body positivity e il grande cortocircuito

Nonostante il mondo del fitness  stia lentamente cambiando — integrando pratiche somatiche, respirazione, meditazione e approcci più olistici — i messaggi più forti restano quelli che abbiamo sentito per decenni.

“Trasforma il tuo corpo in 28 giorni.”
“Ottieni il fisico che hai sempre desiderato.”
“Mostrati solo quando sei pronta.”

Si parla di accettazione del corpo, ma si continuano a proporre modelli irraggiungibili.
Si invita a volersi bene, ma solo dopo essere cambiati.

Il risultato è un cortocircuito:
vai bene così come sei, ma devi cambiare.
E per farlo, devi sopportare il disagio, l’imbarazzo, il giudizio.

Quando anche l’approccio olistico non basta

Nonostante il mondo olistico abbia aperto spazi più inclusivi e meno performativi, per chi è all’inizio può risultare comunque fumoso, complesso, a tratti intimidatorio.

Termini come somatico, embodiment, mindfulness, lavoro sul sistema nervoso, se non accompagnati con cura, rischiano di creare un’altra barriera invece di abbatterla.

Il cambiamento è in atto, ma spesso parla a chi è già “dentro”, a chi ha già deciso di evolvere.
Non sempre raggiunge chi vorrebbe iniziare, ma non sa da dove.

Il movimento non dovrebbe spaventare

Dopo più di quindici anni di esperienza in ambienti molto diversi — dalla danza al cross training, dallo yoga all’acrobatica, dal trail running al Muay Thai — ho imparato una cosa fondamentale:

la differenza non la fa la disciplina.
La fanno le persone.
La filosofia.
La community.

Un ambiente può trasformare il movimento in un atto di libertà oppure in una fonte di ansia.

 

Il Messaggio BB WIldLiving

BB WildLiving nasce per scardinare una visione anacronistica dell’allenamento.
La sua missione è avvicinare sempre più persone al movimento, aiutandole a trovare il proprio modo di muoversi, esplorarsi, liberarsi.

Non esiste un metodo giusto per tutti.
Esiste il tuo.

Allenarsi non significa inseguire un obiettivo estetico o performativo.
Significa costruire un corpo capace di rispondere agli stimoli della vita, di accompagnarti nelle esperienze che desideri vivere, senza dover rinunciare perché “non ti senti abbastanza in forma”.

Allenarsi come atto interiore

Quando parliamo di “allenamento che trasforma” o di “cambiare la narrativa della propria vita”, non parliamo necessariamente di risultati visibili dall’esterno.

Parliamo di qualcosa che accade dentro:
nel modo in cui abiti il tuo corpo,
nel rapporto con il movimento,
nella fiducia che costruisci verso te stessə.

Non c’è un traguardo da raggiungere.
C’è solo la possibilità di abitare questo corpo in modo più felice, sfruttando al massimo le possibilità che ci offre: fare esperienza del mondo.

Vuoi approfondire?

  • Allenamento consapevole e fitness tradizionale: che differenza c’è davvero?

  • Pratiche somatiche: cosa sono e perché funzionano

  • Allenarsi senza giudizio: perché l’ambiente conta più del metodo

  • Allenamento e sistema nervoso: perché sentirsi al sicuro cambia tutto

     

Vision: un mondo che si muove senza giudizio

La visione di BB WildLiving è un mondo in cui gli spazi di allenamento sono sicuri, accessibili e privi di giudizio.
Luoghi che incoraggiano collaborazione, scambio e crescita, rispettando i ritmi di ciascuno.

Un mondo in cui adulti e bambini fanno esperienza di sé e della vita attraverso il movimento.
Un mondo in cui il corpo non è uno strumento da plasmare, ma un territorio da esplorare.

BB WildLiving non è l’unica realtà a credere in questo cambiamento.
Esistono già spazi, ritiri, comunità e pratiche bellissime e potenti.
Questo progetto si inserisce in quel movimento collettivo, contribuendo a rendere termini come allenamento, fitness e palestra meno elitari e più umani.

In conclusione

Se hai un corpo, puoi muoverti.
Se puoi muoverti, puoi trovare la tua strada.

BB WildLiving è qui per accompagnarti in questa ricerca.

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